Nuovi pozzi di acqua potabile per il Burkina Faso - 2015

Burkina Faso gennaio 2016: i pozzi di WACKO e NIMPOUGO

Sono le 10,30 del mattino di quasi metà gennaio 2016, siamo al pozzo che dopo un anno di fermo abbiamo riattivato per una popolazione stanziale di 730 abitanti oltre a circa un migliaio di animali domestici (zebù e capre in primis) che a questo pozzo attingono.

Siamo a sud di Koupela, nel villaggio di Wacko (Lat. 12,277596 - Long. 0,276979).
Verifichiamo con i tecnici che il lavoro di recupero sia stato fatto a dovere e che per almeno altri 7/8 anni possa non avere problemi.
L'acqua che sgorga da 55 mt sotto terra è cristallina e fresca.

Alle 12,30 ci troviamo invece al secondo pozzo, come il primo finanziati grazie anche al contributo della nostra Banca Popolare Valconca, sempre nel sud di Koupela, parte Ovest, al villaggio di Nimpougo (quartiere Bissiga) (Lat. 12,216136 – Long. – 0,481478) il cui pozzo era fermo da 8 mesi e gli abitanti che vi attingono sono stanziali censiti in 560, più le greggi di proprietà: zebù, asini e capre.
Ci accoglie anche qui il comitato addetto alla gestione del pozzo assieme ad un bel numero di animali che attende che l'acqua fuoriuscita dai bidoni gialli e verdi delle donne vada a riempire l'abbeveratoio rettangolare giungendo da una canalina in cemento a 5/6 mt dal pozzo.

La gente ci fa festa e terminate le foto e i saluti reciproci ci dona due polli, così come successo anche per l'inaugurazione dell'altro pozzo, con in più una faraona!
Le donne giunte in bicicletta al pozzo con un piccolo portapacchi sul quale legano i bidoni da 10 lt, anche più di uno, li riempiono e via via si allontanano, lasciando liberi i bambini di "smanettare" con la pompa "India Mark II" che butta continui fiotti di acqua fresca, molto buona e leggerissima al gusto.

Rientriamo alla missione cristiana di appoggio verso le 15, un po' intontiti dal caldo, solo i 5 volatili nel cassone del vecchio pick up, come i "capponi di Renzo" starnazzano e si beccano tra loro, ignari dello spiedo che a giorni li sta aspettando.
E' stato un mese difficile per il Burkina con i tre feroci attentati terroristici del 15 gennaio che oltre a vittime e dolore, hanno aumentato le difficoltà di vita in un Paese già povero.

Al nostro rientro, il 24 gennaio, già molti operatori umanitari erano usciti dal paese e, fatto ancora più grave, gli investimenti economici stranieri si sono congelati: uno su tutti il nuovo aeroporto internazionale di Ougadougou, già in progetto a 30 km dalla città, ha sospeso i suoi lavori, così come tutta la rete di infrastrutture che stavano sorgendo in zona. Vieppiù, molte compagnie aeree hanno sospeso i voli per il Burkina e altre compagnie più strutturate li hanno dirottati.
Questo però, ci stimola da parte nostra a non sospendere assolutamente i nostri progetti di acqua potabile per la gente più bisognosa.

W.V.