Bologna

Tra Sangiovese e Lambrusco

Bologna, 15 ottobre 2016

Foto di gruppo

Sabato 15 ottobre 2016, ore 06:15: primi segni di vita nel piazzale antistante il casello autostradale di Pesaro.

Con le facce segnate dal sonno e la voce ancora rauca dall'aria mattutina, una sola domanda: "Scusi, è da qui che parte la gita del Conto Mongolfiera?"

"Si!"

Saliamo sul pullman che da buon amico ci aspetta a portiere aperte e via, si parte subito alla volta della "capitale" dell'Emilia-Romagna: Bologna.

Con altri due pullman diretti alla città felsinea siamo in totale 150 provenienti da Rimini, Morciano, Mondaino, Riccione, Cattolica, Misano, Santarcangelo, Pesaro; tutti pensionati e tutti entusiasti per questa nuova avventura organizzata dalla Banca Popolare Valconca che per il 22° anno di fila ci porta a visitare una località sempre diversa del nostro Bel Paese.

La "Rossa" ci accoglie con il tipico colore delle sue case e la caoticità delle grandi città nei giorni di mercato (la Piazzola). I larghi portici sono un brulicare continuo di gente che fa aumentare l'entusiasmo e la curiosità di noi esperti ragazzi di provincia.

Grazie alla guida ci lanciamo alla scoperta dei luoghi e dei monumenti della "Dotta". Ecco quindi la famosa Piazza Grande di Lucio Dalla ("Piazza Maggiore" per i filo-toponomastici) e la chiesa di San Petronio che con la sua facciata incompiuta è un miracolo di finezza. E ancora le due torri, simbolo vertiginoso di ambizione cittadina; la chiesa di Santo Stefano, sacro labirinto medioevale e infine l'Università, culla del sapere dal 1088 ai giorni nostri.

Alle 13:00 giunge finalmente l'ora di confrontarci con la "Grassa" e ci rechiamo alla Cantina Bentivoglio, nome di prestigio da queste parti per chi vuole gustare i migliori sapori della città.

Il menù a base di tortelloni di ricotta al burro e salvia, pasta al ragù di salsiccia, filetti di maiale con pancetta di mora romagnola, patate e contorni vari e crema cotta alla vaniglia naturale con caramello spento al marsala, ci ritempra corpo e spirito. Con la pancia piena pensiamo quindi di fare un ultimo giro della città, prima di riprendere la strada di casa verso le 17:30.

L'ultimo ricordo che ci lasciamo della giornata è l'immagine di 150 persone ferme all'autostazione in attesa dei pullman che le riportino a casa, stanche ma soddisfatte per la bella giornata passata in giro insieme. Una giornata che sarebbe potuta durare un po' di più, visto com'è passata in fretta (24 ore al giorno non sono mai abbastanza in questi casi).

È proprio vero quel che si dice, in compagnia la vita è più dolce e l'avventura più piacevole... anche in Mongolfiera.