Relazione di restauro

Relazione di restauro della pala lignea di Giovanni Santi collocata nella Pinacoteca Malatestiana di Fano

Tempera su tavola del XV sec. raffigurante "Madonna in trono col Bambino, Sant'Elena, San Zaccaria, San Sebastiano e San Rocco" (cm 221 x cm 185).


Pesaro 1 Gennaio 2014

Un recupero doveroso, un restauro di eccellenza

La Banca Popolare Valconca è impegnata da anni a valorizzare il patrimonio artistico e culturale del territorio con interventi economici finalizzati. Nel nostro caso è intervenuta nel recupero della tavola di Giovanni Santi, prezioso gioiello artistico, collocato nella Pinacoteca Civica Malatestiana.

Il restauro dell'opera, sotto il controllo della Soprintendenza di Urbino nella persona del Dott. Daniele Diotallevi, è stato eseguito dalla scrivente direttamente in loco dopo l'allestimento di un idoneo ponteggio.

L'impegno economico della banca e la professionalità degli operatori hanno così restituito alla collettività un'altra opera molto importante della collezione Museale.

Il restyling del dipinto, oltre alla possibilità di un altissimo godimento estetico, offre ora, agli studiosi l'opportunità di acquisire una serie di informazioni scientifiche per nuovi apprendimenti sul cammino pittorico e sulle fasi stilistiche di questo grande artista quattrocentesco.

La tavola infatti è stata oggetto di una serie di indagini al fine di definirne il disegno preparatorio i materiali costitutivi, nonché eventuali pentimenti e rimaneggiamenti.

La campagna diagnostica è stata condotta dal Prof. Leonardo Buffi di Urbino su mia commissione.

STATO DI CONSERVAZIONE

L'opera, presentava una serie di problematiche che richiedevano inderogabilmente un intervento di manutenzione e di restauro.

Nella parte alta della tavola, si notavano delle macchiature, come documenta l'immagine sottostante, che si stavano propagando "a macchia di leopardo", le cui cause avrebbero provocato ulteriori danni alla pellicola pittorica.

Nonostante un mio intervento di verniciatura per nebulizzazione con idonea vernice, eseguito nel lontano 1999 per conto del Comune, come primo tentativo per ovviare al problema menzionato, già da allora presente, non si era ottenuto un risultato ottimale e, si rimaneva così, in attesa di un futuro intervento di ripristino che avrebbe potuto risolvere definitivamente lo stato di degrado della tavola.

Micro cadute di colore già dal lontano 1999 erano state bloccate tempestivamente con prodotto idoneo, come "primo pronto intervento".

Su tutta la cromia era presente uno strato di antiche vernici ingiallite ed ossidate che unitamente allo sporco non permetteva più una chiara e corretta lettura dell'opera.

Nel manto della Vergine, in prossimità delle giunture della assi, ed in alcune parti della tavola, si evidenziavano delle piccole cadute di scaglie di colore.

Un'alterazione dei vecchi ritocchi eseguiti durante un precedente restauro dall'Istituto Centrale del Restauro di Roma nel 1969, disturbavano ulteriormente la lettura dell'opera.

Molti fori di sfarfallamento di agenti xilofagi, si notavano sparsi un po' ovunque su tutta la pellicola pittorica.

RETRO DELLA TAVOLA

Da una visione, sul davanti dell'opera, non si notavano movimenti delle tavole tali, da compromettere l'intero impianto strutturale, considerando che, durante il precedente intervento di restauro dell'istituto romano, fu eseguita la parchettatura, con conseguente applicazioni di nuove traverse e revisione delle farfalle o biette retrostanti.

TECNICA DI ESECUZIONE

L'opera risulta formata da nove tavole di pioppo incamottate in prossimità delle giunzioni.

Su di esse è stata applicata una preparazione a gesso e colla animale sulla quale è stato eseguito un disegno preparatorio come mostrano le riflettografie e le fotografie in infrarosso.

Sono state poi applicate le campiture pittoriche a tempera all'uovo come risulta dalle indagini diagnostiche allegate.

INTERVENTI PRECEDENTI

Le fonti storiche locali menzionano, nel diciannovesimo secolo, per mano di Veceslao Bigonzi un primo intervento di restauro e nel 1969 ad opera dell'Istituto Centrale del Restauro di Roma.

SCOPO DELL'INTERVENTO

L'intervento si è reso necessario per ottimizzare la leggibilità dell'opera e bloccare il progressivo processo di deterioramento originato da fenomeni ambientali legati probabilmente a fattori esogeni i quali avrebbero potuto compromettere l'intera cromia e lo strato sottostante.

INTERVENTI ESEGUITI E MATERIALI USATI

Disinfestazione

La prima fase di lavorazione eseguita si è svolta con la disinfestazione delle forature lasciate dai tarli con permetrina (Permetar) iniettata con apposita siringa.

L'operazione è stata ripetuta tre volte per assicurare la completa penetrazione del prodotto in tutte le zone interessate dagli insetti xilofagi.

L'opera è stata poi sigillata per alcuni giorni con un telo di plastica trasparente, per evitare la rapida evaporazione del prodotto iniettato.

Pulitura

Per questa delicata e laboriosa operazione è stata utilizzata una miscela di acetone e cicloesano elaborata appositamente seguendo il test di Feller.

Dopo un'attenta valutazione dei campioni di prova si è optato per la percentuale del 70% del primo solvente e del 30% il secondo con le direttive impartite dall'Ispettore Dott. Daniele Diotallevi della Soprintendenza di Urbino.

La soluzione ha permesso di rimuovere lo sporco di deposito e la vecchia vernice ossidata ed ingiallita.

Stuccature

In questa fase sono state stuccate piccole cadute fra le linee di giunzione delle tavole e si è proceduto alla chiusura dei fori di sfarfallamento con gesso oro e colla animale mediante apposita siringa.

La saturazione con rasatura fino al livello delle stesure pittoriche è stata realizzata a cera.

Reintegrazione

Per la reintegrazione pittorica e il rifacimento dei vecchi ritocchi alterati, attraverso la tecnica della "selezione cromatica", sono stati utilizzati acquarelli della ditta Winsor & Newton e pennelli della medesima ditta.

Verniciatura

Su tutta la superficie cromatica dopo le reintegrazioni ad acquerello, è stato applicato a pennello un sottile strato di vernice mastice della ditta Lukas diluita in trementina rettificata.

Restauro pittorico

L'ulteriore restauro, pittorico è stato realizzato con colori a vernice della ditta Maimeri e pennelli della ditta Borciani & Bonazzi.

Verniciatura finale

Per la verniciatura finale è stata preparata una soluzione di vernice mastice e vernice mat della ditta Lukas opportunamente dosate. La soluzione è stata applicata per nebulizzazione a più riprese.

INDICAZIONI PER LA MANUTENZIONE

Per una buona conservazione dell'opera sarebbe opportuno una periodica spolveratura con pennello di martora, una temperatura ambiente costante, con valori intorno ai 18-22°C e umidità relativa tra il 60-65%.

Letizia Bruscoli