Relazione di restauro

Relazione di restauro del dipinto

San Diego di Alcalà, prima del restauro

RELAZIONE DI RESTAURO DEL DIPINTO AD OLIO SU TELA RAFF.TE “SAN DIEGO” DI CM 100 X CM 193, CENTINATO,SEC. XVI,CUSTODITO PRESSO LA CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA A PESARO

Il dipinto si trovava in un pessimo stato conservativo, come mostra una foto scattata dodici anni fa, prima dell’intervento di ripristino.
Sulla pellicola pittorica era presente uno spesso strato di sudiciume, unito a ridipinture, rifacimenti, lacune risarcite con stucchi e ritocchi alterati. Il tutto era ricoperto da una vernice scura, simile ad una copale usata per le imbarcazioni.
La tela era strappata in alcune zone, lacerata, allentata e non più idonea a supportare gli strati di preparazione ed il colore ad essa soprammessi.
Il telaio ligneo, fatiscente e sconnesso non era più adatto a supportare il dipinto.
Poiché le condizioni dell’opera peggioravano, con il passar del tempo,per la presenza di nuove cadute di colore, si decise nel corso degli anni di velinarla per gentile concessione della restauratrice.
Grazie alla sponsorizzazione della Banca Valconca di Morciano di Romagna, si è potuto realizzare il restauro nel 2012.
Si è proceduto così al lavoro di ripristino, iniziando con il rintelaggio, cioè con l’applicazione del dipinto su di una tela in lino e canapa di supporto,mediante l’ausilio di una pasta vegetale.
Con l’avvenuto rintelo ed il consolidamento del colore, si è svelinata poi l’opera e si è applicata su di un telaio nuovo, in abete di prima scelta, costruito appositamente dall’ebanista, mediante chiodi di tipo sellerine e pinze tira- tela.
Si è passati poi alla fase di pulitura.
Tale operazione ha consentito di asportare tutto ciò che ricopriva la cromia e che non permetteva pi ù la chiara e corretta lettura del dipinto.
Si sono usati due tipi di solventi uno che mi ha permesso di rimuovere lo strato di ridipinture3A e la vernice scura menzionata invece,è stata asportata con dell’acetone.
Sono così emerse tutte le vecchie stuccature e le mancanze presenti.
Gli stucchi antichi, sono stati rimossi in parte,poiché alcuni avevano formato un corpo unico con gli strati sottostanti al colore, e quindi conservati, livellati e muniti poi di preparazione materica.
Le innumerevoli lacune presenti, venutesi a creare con il tempo, si sono stuccate con gesso di Bologna e colla lapin, rasate con bisturi e carta abrasiva, su di esse poi è stata preparata una superficie materica, per ricreare un corretto supporto per la pellicola pittorica confinante .
Infine la reintegrazione pittorica. Questa operazione è stata realizzata con i colori ad acquarello e tempera e con colori a vernice per restauro, eseguendo dei ritocchi con chiusure,abbassamenti di tono sino ad arrivare al colore circostante, ridando così leggibilità alla cromia e alla rappresentazione dell’opera.
Si sono effettuate anche delle velature di colore, soprattutto nella veste assai danneggiata del San Diego, per ricucire la continuità della superficie pittorica del dipinto. A conclusione del restauro, si è realizzata la verniciatura di protezione finale dell’opera attraverso la nebulizzazione di vernice trasparente miscelata a vernice opaca.

LETIZIA BRUSCOLI