EMILIO FILIPPINI

EMILIO FILIPPINI
pittore solitario 1870-1938

Pier Giorgio Pasini
Copyright ©1999 by Banca Popolare Valconca

Il pittore Emilio Filippini (1870-1938) ha vissuto e lavorato nel centro più meridionale della Romagna, Cattolica, dopo aver ricevuto una solida base 'accademica' fra Venezia e Roma.

Da Cattolica, ha tenuto d'occhio, rifiutandole coscientemente, le novità che si affacciavano e rapidamente consumavano nel mondo dell'arte nei primi decenni del secolo.

E a Cattolica ha dipinto in solitudine per una quarantina d'anni esponendo poche volte e a malincuore la sua produzione: che è frutto di una meditazione solitaria sulla natura, sugli effetti della luce, sull'incanto del colore.

Una pittura molto impegnata sul piano formale e di qualità sempre molto alta, che rifiuta i grandi formati e i sontuosi cromatismi dell'olio per affidare soprattutto a piccoli fogli dipinti a pastello pensieri sereni e severi, anzi meditazioni sulla natura, sul paesaggio, sugli uomini e sugli animali.

Una pittura lirica, che rivela uno sguardo tenero e vivo, attento e compiaciuto, affettuoso, interessato, più che alla descrizione, alla compartecipazione sentimentale.

L'imponente produzione del pittore è ancora in grandissima parte conservata a Cattolica, dove come uomo e artista ha goduto anche in vita una notevole popolarità e dove sono state organizzate più mostre postume di grande successo.

Ma la sua voce di pittore non ha accenti spiccatamente provinciali, e del resto i suoi soggetti non sono legati a particolari luoghi o situazioni locali.

Per cui sembra che la sua personalità debba essere considerata in un più vasto contesto che quello paesano, e in relazione agli esiti migliori del tardo impressionismo.

Il momento storico che viviamo, ricco di recuperi e di nuovi tentativi di comprensione degli artisti che hanno voluto tenersi fuori dalle avanguardie, sembra quello giusto per rivelarne le caratteristiche e rivendicarne l'originalità.