ARTE IN VALCONCA 2

ARTE IN VALCONCA
dal Barocco al Novecento

Pier Giorgio Pasini
Copyright ©1997 by Banca Popolare Valconca

La Valle del Conca dall'inizio del Seicento si rivela un interessante luogo di sperimentazioni e commissioni artistiche. Manieristi marchigiani e naturalisti romagnoli infatti vi lasciano testimonianze del loro operato in dipinti, sculture e architetture molto interessanti: si tratta di artisti più o meno famosi, come Giorgio Picchi e il Pomarancio, Guido Cagnacci e il Centino, Giovan Francesco Guerrieri e Camillo Mazza.

La 'normalizzazione' politica e sociale dovuta all'azione dei legati pontifici permette nel secolo successivo il rinnovamento, operato soprattutto da architetti romagnoli legati alla Camera Apostolica, di quasi tutti gli edifici religiosi della zona, che vengono arricchiti di grandi e piccoli capolavori.

Lo sforzo di sistemazione degli edifici e dei centri urbani, ben avvertibile durante tutto il Settecento, ha un brusco arresto con le vicende napoleoniche, ma riprende lentamente nel corso dell'Ottocento.

Il volume dà conto di questi avvenimenti e censisce le opere significative scampate alla dispersione ed alla furia devastatrice dell'ultima guerra, che nella valle (posta sulla "linea gotica") ha inciso particolarmente.

E inoltre evidenzia una piccola serie di artisti locali attivi fra il Seicento e i primi decenni del Novecento praticamente sconosciuti, come i pittori Silvio Ariani, Sante Braschi, Emilio Filippini, ma degni di essere riconsiderati nel quadro della storiografia artistica romagnola.

La vasta campagna fotografica appositamente compiuta permette di proporre un'immagine inedita della valle tanto come luogo 'di confine' aperto a molte esperienze, quanto come piccolo laboratorio di civiltà.