ARTE IN VALCONCA

ARTE IN VALCONCA
dal Medioevo al Rinascimento

Pier Giorgio Pasini
Copyright ©1996 by Banca Popolare Valconca

La Valle del Conca è considerata una valle di confine tanto dai geografi e dai naturalisti che dagli storici.

Separa, sul versante adriatico, l'Italia settentrionale da quella centrale, l'area continentale da quella mediterranea, la Romagna dalle Marche.

Ora è un semplice confine amministrativo, ma un tempo è stato un importante confine politico, a lungo conteso.

Luogo di scontri e di incontri, dunque, di cui vale la pena indagare i caratteri per quanto riguarda la cultura e l'arte, che hanno lasciato testimonianze in cui si riflettono i timori e gli splendori delle vicine corti riminesi e urbinati, o meglio matatestiane e feltresche, e in cui si confrontano influssi padani e romani.

Il volume, basato su un censimento accurato e su una campagna fotografica di prima mano, presenta i risultati di una indagine che frequentemente ha portato alla scoperta di autentici capolavori, in un contesto tuttavia abbastanza povero, caratterizzato dall'occupazione bizantina e dalla presenza benedettina nell'alto Medioevo, dagli apprestamenti difensivi malatestiani e feltreschi nel Quattrocento, da una rilevante fioritura umanistica nel Cinquecento.

Ruderi di abbazie, torri e castelli, dipinti riminesi, bolognesi, urbinati, edifici rustici e pitture votive si alternano in un territorio estremamente dolce e pittoresco, ricco di paesi e di casolari costruiti ed abitati da una popolazione dedita all'agricoltura e al commercio; che ha visto il passaggio e la sosta di imperatori e pontefici, di letterati e artisti; e che nonostante le violenze subite ha saputo mantenersi unita attorno alle sue pievi sempre rinnovate.

Rilievi barbarici, crocifissi dei pittori riminesi del Trecento, opere di Jacopo Avanzi, medaglie di Matteo de' Pasti e Domenico Poggini, rocche di Francesco di Giorgio Martini, tavole di Giovanni Bellini o affreschi di maestri urbinati, sculture araldiche del Rinascimento compongono una sequenza di immagini che si snodano e annodano fra V e XVI secolo alla ricerca di contradditori legami, possibili solo in un luogo di confine.