Vivere a Rimini negli anni della Grande Guerra

Vivere a Rimini negli anni della Grande Guerra

Di che reggimento siete / fratelli? /Parola tremante / nella notte /Foglia appena nata /Nell'aria spasimante /involontaria rivolta /dell'uomo presente alla sua /fragilità. / Fratelli

La copertina del libro

Giuseppe Ungaretti ha vissuto la tremenda condizione di soldato della Prima Guerra Mondiale. Chiuso in trincea, scontrandosi con la precarietà del fatto di trovarsi fra la vita e la morte, il poeta riesce a portare in superficie ciò che di più profondo e di più puro vi è nel cuore dell'uomo. Qualcosa che nemmeno l'orrore della guerra può soffocare.

La poesia di Ungaretti è del 1916. Eppure ben altro era, negli italiani, il sentimento quando il 24 maggio del 1915 l'Italia entrava in guerra.

Numerosi intellettuali, tra cui Filippo Tommaso Marinetti, si schierarono a favore dell'intervento, magnificando, nei loro scritti «la guerra-sola igiene del mondo». Papini scriveva: «finalmente è arrivato il giorno dell'ira» ed «è finita la siesta della vigliaccheria, della diplomazia, dell'ipocrisia e della pacioseria».

Ma poi, la guerra che avrebbe dovuto terminare in pochi giorni o al massimo in pochi mesi, si trasformò in una lunga guerra di posizione.

Si costruirono trincee e avamposti e la vita al fronte divenne una disumana routine, fatta di lunghe attese e ripetuti assalti alle linee nemiche che costarono la vita a milioni di soldati.

Un'intera generazione di giovani uomini o addirittura ragazzi (i ragazzi del ‘99) si trovò a fare i conti con il freddo, la nostalgia, la morte quotidiana.

Rimini e il circondario hanno vissuto in maniera pesante l'esperienza della Guerra, come questo libro documenta. Anzi, Rimini è stata la prima città italiana bombardata dopo la dichiarazione di guerra.

Il 24 maggio alle ore 3.30 del mattino l'Incrociatore Sankt Georg, scortato da due torpediniere, iniziò le manovre di avvicinamento alla costa riminese per bombardare gli obiettivi strategici della città. Il bombardamento causò anche la prima vittima proprio poche ore dopo la dichiarazione di guerra!

La Banca Popolare Valconca, fedele alla propria identità, non poteva non contribuire alla stampa di questo volume così prezioso per la storia del nostro territorio.

Avvocato Massimo Lazzarini
Presidente della Banca Popolare Valconca

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