Umberto Boccioni e Morciano di Romagna (i rapporti con i familiari) – Fiorenzo Mancini

Umberto Boccioni e Morciano di Romagna (i rapporti con i familiari) – Fiorenzo Mancini

"I genitori di Umberto, Raffaele Boccioni e Cecilia Forlani, sono originari di Morciano di Romagna (allora in provincia di Forlì, oggi in provincia di Rimini). Ma il padre, che lavora come usciere di prefettura, è costretto a spostarsi lungo il territorio nazionale in base alle esigenze di servizio. Umberto nasce il 19 ottobre 1882 a Reggio Calabria" così l'enciclopedia on line Wikipedia alla voce Umberto Boccioni.

Sono tanti i siti web (ed i libri) che sottolineano le origini "romagnole" del nostro pittore/grafico/scultore/polemista. D'altra parte anche il poeta Palazzeschi così lo descriveva: "Un purosangue romagnolo, vulcanico, esplosivo, e al tempo stesso incapace di rancore, di nutrire risentimento per chicchessia qualunque cosa gli avesse fatto".

La romagnolità di Umberto Boccioni è un dato di fatto, assodato e pacifico.

Per tanti, troppi, anni, però, proprio a Morciano di Romagna era caduto l'oblio su questo figlio della nostra terra.

Ma c'è un morcianese che ha insistito e lavorato a lungo su questo tema: Fiorenzo Mancini.

Con tenacia e caparbietà Fiorenzo ha raccolto certificati anagrafici, foto e documenti , ha rintracciato parenti.

Nella smemoratezza della maggior parte dei morcianesi ha insistito con le Amministrazioni Comunali che si sono succedute nel tempo affinché la memoria di Boccioni restasse viva.

Ha insistito con la Banca Popolare Valconca affinché affiancasse il Comune o agisse in proprio. Questo libro su Umberto Boccioni è, di fatto, il fil rouge della vita di Fiorenzo che ha ritagliato tempo al lavoro, alla famiglia, agli articoli sull'Ape del Conca, alla scrittura di altri libri per dedicarsi corpo ed anima a questa nobile impresa.

È quindi un piacere, oltre che un onore, per la Banca Popolare Valconca fare sì che questo libro venga alla luce, un volume, unico in Italia quanto a completezza ed accuratezza della ricostruzione della vita del nostro concittadino.

Vita brevissima ma irrequieta, arrembante, mai doma. Vita che si snoda fra Genova, Padova, Catania, Roma, Parigi, Russia, Venezia, Milano in un turbine irresistibile.

Scrive Boccioni: "Nascere, crescere e morire, ecco la fatalità che ci guida. (…) Tutto si incammina verso la catastrofe! Bisogna dunque avere il coraggio di superarsi fino alla morte, e l'entusiasmo, il fervore, l'intensità, l'estasi sono tutte aspirazioni alla perfezione, cioè alla consumazione.".

Umberto Boccioni è morto il 17 agosto 1916: credo che il modo migliore per celebrarne il centenario sia la pubblicazione di questo volume.

Banca Popolare Valconca

Il Presidente
Massimo Lazzarini