Levati, o anima, e guarda

Levati, o anima, e guarda

Pittori e scultori raccontano Alberto Marvelli con una Mostra d'Arte itinerante

Circa cinquanta Artisti riminesi, savignanesi, santarcangiolesi e sammarinesi si sono misurati con la figura di Alberto Marvelli. Hanno raccontato – col proprio stile e la propria sensibilità – la ricchezza e la concretezza della sua vita, l'intensa spiritualità, la fede, la generosità, gli ideali, i progetti e gli impegni, la sua instancabile e inesauribile attenzione agli altri.

Lo hanno fatto attraverso un percorso interiore intenso, personale e profondo.
Le opere sono state donate dagli stessi artisti al Centro documentazione A. Marvelli e possono essere acquistate dai visitatori della Mostra.

Il ricavato andrà a sostenere gli eventi (culturali, educativi, civili, religiosi e sociali) messi in campo durante l'Anno dedicato al Decimo Anniversario della beatificazione dell'ing. A. Marvelli.

Il titolo della Mostra, traslato dai Quaderni spirituali di Alberto, esprime anche un invito ad "alzare lo sguardo" per incontrare e misurarsi con la testimonianza di vita e di fede del beato Marvelli.

Pitture, sculture, ceramiche non sono cose o oggetti inanimati; sono opere d'arte vive, capaci – ogni volta che si osservano, si scrutano e si penetra in esse – di comunicare un'emozione, trasmettere un'intuizione, una riflessione, un pensiero.

Al di là dell'opera ci sono le persone: da una parte l'artista che parla attraverso il linguaggio delle immagini, delle forme, dei segni, dei colori, della materia, della luce; dall'altra il fruitore, che guarda e osserva, si dispone all'incontro, per lasciarsi provocare e coinvolgere dall'idea, dalla domanda, dal messaggio, mettendo in gioco mente, cuore, … anima.

La creazione artistica non è mai chiusa nell'opera stessa, ma si apre alla relazione: attraverso il rapporto con l'osservatore essa si completa, si arricchisce, si definisce e prende significato. Nella purezza e nella libertà – sia di chi crea sia di chi osserva – talora nell'interazione, scatta quella scintilla luminosa che è presupposto di crescita, approfondimento e ricerca.